Netcrash: tensione ai contorni della nuvola

Disclosure. Il link amazon ad ogni libro che viene recensito qui su codiceinsicuro ha un codice amazon che mi riconosce, se decidete di comprare il libro dopo aver cliccato sul link con questo codice, una piccola percentuale.

Photo by Jorge Luis G

Disclosure. Il link amazon ad ogni libro che viene recensito qui su codiceinsicuro ha un codice amazon che mi riconosce, se decidete di comprare il libro dopo aver cliccato sul link con questo codice, una piccola percentuale.

Uso questa fonte per finanziare il progetto codiceinsicuro piuttosto che impestare il blog di pubblicità. Spero apprezziate. (la scrivo qui che è la prima recensione)

Netcrash: Technothriller

Volendo riassumere il romanzo Netcrash: technothriller di Mark Ellero in un incipit, potremmo chiosare in questo modo.

Il cloud è la contraddizione stessa di Internet. Da quando è nata la Rete, il motto è stato decentralizzare il potere computazionale mentre ora, guidati dal cost saving, si sta seguendo il percorso inverso.

Il cloud è un luogo fragile ed insicuro.

Ho comprato Netcrash sull’onda di un entusiasmo dopo aver letto la Trilogia Millennium di Stieg Larsson (sì l’ho scoperta colpevolmente tardi) ed attratto anche dal prezzo veramente contenuto.

Volevo leggere un po’ di cyber fiction e devo dire che Netcrash è veramente un romanzo piacevole che mi ha tenuto compagnia sul kindle durante i miei spostamenti in metropolitana.

Un incipit di storia senza spoiler

La storia è ambientata ai giorni nostri in un mondo dove le grandi Internet companies si sono fuse creando una serie di monopoli di fatto nell’era digitale. Tutto è nel cloud ormai, dai dati sanitari, alle news, alle pratiche dell’anagrafe. Cadesse il cloud, si fermerebbe tutto.

Ma il cloud non può cadere per definizione. Vero?

Risposta sbagliata. Tra bug in software, errori umani, gruppi hackers e citazioni sparse, percorreremo due settimane di passione per i datacenter sparsi nel globo.

Alla fine del viaggio… bhé si era detto senza spoiler.

Qualche pensiero

Netcrash mi è piaciuto perché è realistico. Quello che è raccontato nel libro è qualcosa che può realmente accadere e nessuno vestito in pelle nera schiva pallottole o vede lettere cadere in fosfori verdi.

Si assapora lungo il romanzo l’idea romantica dell’hacker che io e tutti voi, fidati lettori di codiceinsicuro, condividiamo.

Siamo una banda di casinisti, curiosi ed egocentrici bambini che vogliono solo il giocattolo nuovo per aprirlo e vedere cosa c’è dentro. A volte il fine giustifica i mezzi, ma quando i fini sono nobili (o quanto meno buoni), qualche marachella la si può anche compiere, sempre se a fin di bene (lungi da me spingervi a commettere illeciti, ovviamente).

Mette aria di old school questo romanzo che scivola via veloce tra una fermata e l’altra della M2. Mi ha riportato agli anni dell’Università e delle sessioni di phrack e gdb la sera per scoprire i misteri del buffer overflow.

Sinceramente lo consiglio a chiunque voglia capire un po’ di più il mondo di noi smanettoni dell’ICT Security e di quanto possa essere pericoloso affidarsi al cloud come panacea a tutti i problemi di ridondanza ed affidabilità.

comments powered by Disqus